La pittura ad acquerello – Intervista a Patrizia Grande

Intervista a Patrizia Grande
 
Oggi condivido la mia intervista alla pittrice Patrizia Grande, romana di nascita, veliterna d’adozione, con cui parleremo di pittura e in particolar modo della sua grande passione: l’acquerello. Buona lettura!
 
Patrizia, benvenuta a “Racconti d’Arti”. Parlaci un po’ di te e di come hai scoperto la passione per la pittura, in particolar modo per la difficile tecnica dell’acquerello.

Grazie. Sin da piccola io sono stata appassionata di disegno, tanto da tornare a scuola e mettermi subito a disegnare. Poi, finite le medie, il mio indirizzo scolastico è stato prevalentemente scientifico e al liceo, è seguita la laurea in Matematica. Dopo tre mesi dalla laurea, già insegnavo in un liceo linguistico e solo dopo altri due-tre anni sono diventata di ruolo, nella scuola Statale. Così, per molti anni ho svolto la professione che più amavo, quella dell’insegnamento.

Circa otto-nove anni fa, però, ho cominciato a sentire il desiderio di coltivare un hobby che veramente mi appassionasse; subito ho pensato alla pittura. Fino a che un giorno, casualmente, sono stata presente a una estemporanea di pittura, nel paese dove mi trovavo in quel periodo, e con molta curiosità ed entusiasmo ho assistito ad alcune fasi e sono andata poi ad ammirare le opere che i vari artisti avevano realizzato. È stata una di loro a colpirmi, senza ombra di dubbio.

Si trattava di un acquerello, che ha colpito profondamente la mia anima e mi ha trasmesso emozioni. In quel momento, ho capito che la strada che dovevo intraprendere era quella: l’acquerello.

Così, ho parlato con il pittore che l’aveva realizzata, che mi diede delle spiegazioni e indicazioni per trovare una valida scuola di acquerellisti. In quell’anno ho cominciato a frequentare i corsi di acquerellisti famosi a Roma, work shop e incontri. Ho conosciuto artisti da tutto il mondo; ho potuto ammirare le loro opere e tutto questo non ha fatto altro che alimentare la mia passione, che era già grande.

Tra i soggetti, ci sono paesaggi, monumenti e ritratti. Quali sono quelli che preferisci e quali sono gli ambienti e le condizioni che t’ispirano di più per creare?

Per realizzare un’opera è necessario, prima di tutto, che questa tu possa immaginarla nella tua testa e sentire l’impulso di concretizzarla. A me piace spaziare e creare qualsiasi soggetto, perché ogni volta è come una sfida: riuscire a realizzare qualcosa che, prima di tutti a te e poi agli altri, possa trasmettere qualcosa, pur nella sua semplicità. Ecco, credo sia questa la bravura dell’artista.

Come si svolge la tua attività con gli acquerelli? Crei prima dei disegni di riferimento o dipingi direttamente sul foglio?

Con molta naturalezza riesco a tenere in mente proporzioni e soggetti solo guardandoli, ma spesso il primo approccio è con la matita, perché, come sai, nell’acquerello se sbagli qualcosa difficilmente riesci a recuperare l’errore. La luce è data dal bianco del foglio; se non riesci a mantenere quella parte pulita, ecco, la luce non potrà più essere facilmente recuperata e, comunque, c’è il rischio che l’opera appaia “sporca” se ritoccata.

Se si deve realizzare un paesaggio urbano o una figura in primo piano, le proporzioni sono molto importanti. Un paesaggio naturale o addirittura astratto, ti lascia la libertà di spaziare senza troppi vincoli. Forse questo è proprio il fascino di questo tipo di lavori, attraverso i quali riesci a esprimerti in modo più autentico, perché, diciamolo, in ogni opera si può leggere l’animo dell’artista, la sua personalità, le emozioni, i suoi sogni e stati d’animo.

Per la tua sensibilità, è più importante la tecnica o la qualità delle emozioni e dei sentimenti che vuoi trasmettere?

Conoscere la tecnica è necessario, le regole puoi infrangerle, ma solo quando le conosci. Questo è il motivo per cui molti grandi artisti si sono evoluti passando attraverso un percorso fatto di regole, proporzioni, tecnica e poi hanno spaziato, realizzando opere che nulla hanno a che vedere con le suddette regole. Anzi, le hanno volontariamente infrante, per meglio esprimere la loro interiorità, il messaggio che vogliono trasmettere.

Io credo che sarò veramente autentica, nel momento in cui mi staccherò completamente dalle regole per esprimere le mie emozioni.

Si, io non cerco la perfezione, prediligo l’aspetto emozionale di un’opera. Quello che cerco nei miei dipinti è che trasmettano qualcosa a colui che li osserva.

Comunque credo che i due percorsi siano entrambi necessari e inevitabili nella carriera di un’artista.

Tu sei socio ordinario dell’Associazione Acquerellisti di Roma e fai parte di AcquarellArt, un gruppo di acquarellisti, in prevalenza donne, che opera a Velletri e nei Castelli Romani, dove viviamo entrambe. Ci parli un po’ delle attività che realizzate?

Sono socia ordinaria dell’Associazione Romana Acquerellisti sin dal 2017 e per me è un grande onore farne parte. Si organizzano mostre, sia a Roma che fuori, plein air, incontri di natura didattica e altre iniziative sociali e culturali, come la commemorazione dei dieci anni dell’Associazione, avvenuta quest’anno nella sala della Protomoteca in Campidoglio, a Roma. Questa Associazione è sicuramente una delle più rappresentative del mondo dell’acquerello in Italia.

Per quanto riguarda Acquerell’Art, siamo un gruppo di amiche che condividono la passione per l’acquerello. L’intento è quello di organizzare eventi, mostre, come, per esempio, la mostra organizzata nelle sale del Comune di Velletri, in occasione dell’8 marzo, dove una conferenza sul significato della ricorrenza ha introdotto la mostra, dedicata alle donne, nei loro ruoli, le battaglie, le vittorie; alle donne che si sono contraddistinte nel corso dei secoli, per la loro cultura e le loro scoperte.

Inoltre, abbiamo voluto essere presenti nella realtà del nostro territorio, partecipando anche a mostre organizzate durante la Festa dell’Uva, la Madonna delle Grazie, San Clemente; abbiamo esposto alla casa delle Culture e abbiamo aderito  a tutte quelle iniziative che ci hanno consentito, anche attraverso conferenze e presentazioni di libri, di affrontare tematiche socio culturali al fine di sensibilizzare la cittadinanza e non solo, circa la bellezza dell’arte in tutte le sue declinazioni e tematiche attuali.

Per approfondire.

Profilo Facebook: Patrizia Grande

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