Intervista alla pittrice Rita Arcangeli

Oggi, ho il piacere d’intervistare la pittrice d’acquerelli, Rita Arcangeli, romana d’origine, vive ai Castelli Romani. Ha svolto la professione di interprete e traduttrice e ha dedicato gli ultimi decenni al settore olistico. Da sempre è stata affascinata dall’Arte in tutte le sue forme e si è dedicata, nel corso degli anni, a differenti discipline artistiche, fino alla scoperta della tecnica dell’acquerello. Buona lettura!

Ciao Rita, benvenuta a “Racconti d’Arti”. Parlaci brevemente di te e di come è iniziata la tua esperienza con la pittura e con l’acquerello, in particolare.

Prima di tutto grazie per l’invito ai tuoi interessanti “Racconti d’Arti”.

Sono nata a Roma nel ’63, ho svolto professioni come interprete e traduttrice e ho dedicato gli ultimi decenni al settore olistico come operatore professionale, formandomi in diversi Paesi Europei.

Sono sempre stata affascinata dall’Arte in tutte le sue forme e nel corso degli anni ho esplorato differenti discipline e tecniche artistiche come il mosaico antico, la pittura declinata in acrilico, su porcellana e ceramica apprendendo da Maestri affermati. Circa sei anni fa è nata la passione per l’acquerello seguendo un corso tenuto a Velletri.


Hai avuto una formazione artistica varia e con diversi Maestri, sperimentando con differenti tecniche, fino a dedicarti all’acquerello, sei anni fa. Trovi che questa tecnica esprima al meglio ciò che senti e il tuo modo d’essere?

Nel mio percorso artistico ho seguito lezioni e workshop tenuti da valenti artisti italiani e internazionali, dai quali ho appreso e continuo ad apprendere con curiosità ed entusiasmo; ma ho trovato nell’acquerello il mezzo più congeniale per esprimere la mia personalità, la mia interiorità e le mie emozioni.

Ho scelto questa tecnica pittorica, perché, secondo me, è un connubio di tecnica, intuizione e sentimento.
Sento nelle mie corde la tecnica dell’acquerello per la sua interessante e comunicativa immediatezza dell’esecuzione, espressa mediante la traccia della pennellata lieve o vigorosa e tramite la stesura e la scelta dei colori più o meno pacati o brillanti, dalle mescolanze, dalle loro armonie che riflettono le varie sfaccettature dei momenti emozionali che vivo.

Il mio intento è di comunicare questi sentimenti allo spettatore invitandolo a immergersi nel colore, nel farlo suo, suscitando nel suo animo un personale coinvolgimento.

Puoi descriverci la tua tecnica e quali sono i soggetti che ti ispirano di più? Dai maggior importanza al lato tecnico o dai precedenza all’espressione dell’emozioni e dei sentimenti?

Personalmente prediligo una tecnica istintiva e fuori da rigidi schemi, che mi permette di mettere su carta sensazione con libertà interiore, utilizzando forti contrasti tra luci ed ombre, sentendomi libera di avvalermi dei colori che esprimono e accolgono differenti stati d’animo.
Dipingo ciò che mi ispira in quel determinato momento; un soggetto può essere un paesaggio, la voluta di un’onda nel mare, un fiore, uno scorcio luminoso, un energico mare in tempesta, un tramonto infuocato dove lasciarsi andare nei mille colori o un tenue e pacato paesaggio invernale, secondo ciò che scuote i miei sensi e la mia creatività.

La tecnica è basilare e l’acquerello ha regole ben precise, ma bisogna interpretarle. Le emozioni e i sentimenti che emergono dalla scelta dei colori e dalla stesura del colore, dagli accenti eseguiti con il pennello rivela un messaggio emozionale che mi auguro di saper trasmettere. Nei miei dipinti decido di utilizzare a volte colori vibranti, caldi e luminosi oppure cupi e freddi, forzandoli e spingendo al limite della loro saturazione, imprimendo loro forza ed energia oppure lasciandoli fluire nel loro elemento, per liberarli come si liberano i pensieri dalla mente.

Mi attrae, ed è per me sempre una nuova esperienza, lasciar fluire il pigmento nell’acqua, vera ed indomabile libertà, creando nuances irripetibili e accogliendo con entusiasmo le sfumature ottenute con animo e sguardo rinnovato. Provare un nuovo colore, accostarlo con altri, lasciandolo interagire, libero di espandersi, guidandolo o lasciando che si distribuisca come vuole a volte è un atto di coraggio ed è un’esperienza affascinante ed appagante.

Tu fai parte del Gruppo Acquarell’Art, della mia città, Velletri, insieme ad altre “amiche di pennello”, tra cui c’è anche Patrizia Grande, che ho avuto modo d’intervistare recentemente. Non molto tempo fa, avete esposto in una collettiva, presso una delle Sale del palazzo comunale. Ci sono vostri eventi in calendario prossimamente? E tue mostre personali?

Con il nostro gruppo “Acquarell’Art” siamo in fermento per la prossima esposizione che si terrá prossimamente sempre a Velletri nella splendida Porta Napoletana il 4 e 5 maggio in occasione della Festa della Madonna delle Grazie.

Ci saranno i nostri dipinti che toccheranno vari temi e siete tutti invitati a immergervi nei nostri colori e a lasciarvi trasportare da ciò che cercheremo di comunicare.

Spero presto di realizzare una mia mostra personale. Sto selezionando con cura i miei lavori, ma nella mente ci sono tanti argomenti che vorrei ancora mettere su carta con il pennello intinto nei colori e nelle emozioni che spero di saper trasmettere e condividere.

Tu sei anche un operatore olistico e conosci quanto sia importante esprimere se stessi per un benessere che non sia solo fisico, mentale o emotivo, ma su più livelli, come parte di un sistema complesso.

Che ruolo ha l’arte in questa tua attività e che suggerimento dai a chi vorrebbe mettersi in gioco con la propria creatività e i propri talenti?

Come pittrice e come operatore olistico consiglio a tutti di dedicare del tempo all’Arteterapia, nelle discipline artistiche nelle quali ci si sente inclini. Questa attività aiuta a ristabilire il benessere psicofisico, stimola la nostra parte creativa e lavorando intimamente si riesce a ristabilire l’armonia necessaria per centrarsi di nuovo e ritrovare l’equilibrio emozionale.

Prendere in mano pennelli, una manciata di tubetti e vedere cosa risulta sul foglio giocando con l’acqua, non temendola e non avendo paura di scoprire, interpretare e comprendere la nostra interioritá, il nostro momento emozionale e la nostra sensibilità in assenza di giudizio e accogliendo ciò che comunica con animo sereno.

Nella mia attività questo aspetto è molto importante, dipingo e mi trovo nel mio mondo, nella mia comfort zone, nelle mie riflessioni, dipingo ascoltando musica maggiormente a 432 Hz che stimola il rilassamento, ristabilisco il mio equilibrio. È un importante e benefico momento meditativo e ritrovo la mia parte ludica, attenendomi alla tecnica e sfidandola.

A chi vuole cimentarsi in acquerello per esprimere la propria creatività e il proprio talento consiglio di apprendere le varie tecniche e sperimentarle. Non è una tecnica facile, ma con costanza e impegno, si riescono a ottenere buoni risultati. Ma quello che mi sento di indicare é di provare senza timore, di trovare il beneficio che l’arte regala.

La luce di un giallo, la sua positività e la sua trasparenza riempiono l’anima, un bel tuffo nel blu ti rasserena. Sarà una bellissima esperienza, piena di sorprese e un’ottima occasione di crescita interiore a tutte le età.

Per approfondire

Profilo Facebook: Rita Arcangeli

Profilo Instagram: ametista1663

Leggi anche le interviste a Andrea E. Dane Patrizia Grande, pittrici del gruppo Acquarell’Art.

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