“L’oblio nei tuoi occhi” – Intervista a Paola Sbarbada Ferrari

“L’oblio nei tuoi occhi” – Intervista a Paola Sbarbada Ferrari

Torna a Racconti d’Arti l’artista Paola Sbarbada Ferrari, che ho ospitato poco tempo fa, nelle vesti di cantautrice e musicista, per la presentazione del suo ultimo singolo “Dietro le Nuvole”, sotto il nome d’arte Marea. Questa volta, è con noi nelle vesti di scrittrice per parlarci del suo ultimo romanzo “L’oblio nei tuoi occhi”, edito da Gilgamesh Edizioni. Buona lettura!

Ciao, Paola. Bentornata sul mio canale. La scorsa volta abbiamo parlato del tuo singolo e abbiamo accennato al tuo precedente romanzo “Il casolare sull’aia”. Oggi parliamo del tuo nuovo libro dal titolo “L’oblio nei tuoi occhi”, nelle librerie dal 14 febbraio ed edito da Gilgamesh Edizioni. Il titolo fa riferimento alla mancanza di memoria. Quali sono i temi trattati?

Bentrovata a Te! Il mio secondo romanzo ha per protagonista (co-protagonista) una giovane studentessa di ventidue anni – Christine Usvaldi – che, a causa di un gravissimo incidente, viene colpita da una difficile forma di amnesia dissociativa che le sottrae tutti i suoi ricordi, impattando sulla sfera affettiva e rubandole ogni traccia di sé.

L’incontro con il dottor Ferrero Giulio, affermato neurochirurgo, la porterà a iniziare un percorso di recupero della memoria, tuttavia, l’affetto che nascerà tra medico e paziente diverrà sempre più forte, al punto da assomigliare a quello che esiste tra un padre e una figlia. Questo affetto tra i due porrà il dubbio sull’effettiva necessità di ritrovare quei ricordi finiti nell’oblio: da qui, l’idea che, forse, a volte, non è necessario avere vincoli di sangue per sentirsi amati come figli o amare qualcuno come se fosse un proprio figlio.

Inoltre, il mio romanzo vorrebbe – in punta di piedi –, convincere il mio lettore che, nella vita, le seconde possibilità esistono, sta a noi saperle cogliere!

Hai parlato dei protagonisti, chi sono gli altri personaggi e qual è l’ambientazione? È presente la musica in questo tuo nuovo lavoro?

La storia si svolge tra Alpi piemontesi e Alta Savoia (Francia); i protagonisti principali, come ti accennavo prima, sono Christine e il dottor Ferrero, inoltre, vi sono altri personaggi minori che, però, tanto minori non sono, come, ad esempio, Sara Ferrero, la moglie di Giulio, la quale rappresenta al meglio la forza femminile, l’emotività e la ragionevolezza. Una donna con la D maiuscola.

La musica, questa volta, non entra in scena.

L'oblio nei tuoi occhi - Paola Sbarbada Ferrari

Nelle tue produzioni è molto forte il focus sulle emozioni. In questo romanzo, su cosa punta il coinvolgimento emotivo e qual è il messaggio che vuoi veicolare?

Crediamo nelle seconde possibilità che la vita ci offre, verremo stupiti certamente, e poi, pensiamo che si può davvero essere figli e genitori senza per questo esserlo biologicamente, quello che conta è l’amore e come questo viene donato incondizionatamente aldilà di ogni vincolo di sangue.

Ci sono elementi di continuità con il romanzo del 2022? In cosa, eventualmente si differenziano, al di là della storia raccontata? C’è una consapevolezza più matura?

Gli elementi comuni sono gli affetti che legano le persone per sempre. In questo secondo romanzo ho voluto andare ancor di più in profondità, cercando di mettere a nudo tutti i miei personaggi in modo che il lettore possa pensare, una volta letta l’ultima pagina, di conoscerli sul serio!

In questo romanzo, forse sono stata maggiormente descrittiva rispetto al precedente.

So che “L’oblio nei tuoi occhi” è anche un omaggio a una persona a te molto cara. Vuoi parlarcene? Inoltre, ci sono riferimenti a esperienze realmente vissute, nel romanzo?

Questo mio romanzo, a differenza del mio precedente, non ha nessun elemento autobiografico, nel primo vi era l’amore per i miei nonni, la musica. Ne “L’oblio nei tuoi occhi” c’è un po’ d’Italia e un po’ di Francia, esattamente come nel primo, ma poi null’altro. Personaggi e storie completamente di fantasia.

L’ho dedicato a Silvana, colei che mi ha insegnato, appunto, che si può essere genitori senza davvero esserlo. Io, in lei, vedevo davvero una figura materna, una sorta di faro nella notte. La ringrazio per avermi insegnato tanto, il suo ricordo rimarrà per sempre in me.

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