“La ricerca dell’invisibile”: intervista al maestro Sergio Gotti

“La ricerca dell’invisibile” intervista al maestro Sergio Gotti

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Dal 6 maggio al 2 luglio, l’artista Sergio Gotti, pittore, scultore e scenografo nato a Cisterna di Latina e veliterno d’adozione, sarà in mostra con “La ricerca dell’invisibile”, presso l’Area Archeologica Urbana delle SS. Stimmate a Velletri.

Inaugurazione della mostra con il sidnaco Pocci, Sergio Gotti, Maura Dani e Silvia Sfrecola
6 maggio: inaugurazione della mostra con il sindaco Orlando Pocci, l’artista Sergio Gotti, Maura Dani, presentatrice dell’evento, e Silvia Sfrecola, curatrice della mostra.

La mostra personale del maestro Gotti con le sue sculture di cartone è stata organizzata con il supporto della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’Area Metropolitana di Roma e per la Provincia di Rieti, del Comune di Velletri, dei Musei Civici di Velletri, della Cooperativa “Le Macchine Celibi” e del Gruppo Archeologico Veliterno, con il contributo del fotografo veliterno Virginio Favale per le foto, gli sponsor, AdL Formazione e Marsella. Come l’artista stesso ci racconta, le sue sculture di cartone racconteranno un viaggio nell’invisibile, che è un viaggio alla scoperta di sé stessi nella dimensione in cui realtà e sogno s’incontrano.

Durante il periodo d’esposizione saranno organizzati incontri con Gotti e si terranno laboratori per bambini e le scuole. L’ingresso è libero e il biglietto è gratuito.

Dal martedì al venerdì, dalle 9.30 alle 13.30 prenotazione obbligatoria per singoli e gruppi; dalle 17 alle 20 prenotazione consigliata.

Sabato, domenica e festivi: dalle 10 alle 17 prenotazione consigliata per singoli e obbligatoria per gruppi (ritirare prima il biglietto presso i Musei Civici di Velletri in Via Goffredo Mameli, 4-6); dalle 17.00 alle 20.00 prenotazione consigliata. Massimo 25 persone per gruppo.

Per info e prenotazioni: museicivicivelletri@gmail.com oppure 06.96158268.

Ma facciamoci raccontare la mostra dall’artista stesso, conosciuto a livello nazionale e internazionale, nell’intervista che ho scritto per il numero 18 del 6 maggio 2023 de “l’Artemisio Giornale”.

Sergio, dopo la mostra “Caos e silenzio” alla Casa delle Culture e della Musica nel 2019, ora torni ad esporre a Velletri con una nuova personale presso l’Area Archeologica delle SS. Stimmate, altro luogo suggestivo e ricco di storia della nostra città. Perché la scelta di questo contesto dai sapori antichi e come s’inserisce la tua arte al suo interno?

Sono alla ricerca di luoghi evocativi, che sprigionano ancora l’energia di chi li ha vissuti. E in questo sito è presente, strato su strato, l’alternarsi di civiltà, dalle più arcaiche sino ai tempi più recenti. Sono convinto che la forza e la spiritualità che si respira in questi spazi possano dare oggi alle mie opere la possibilità di fare da ponte fra passato e futuro.

Sergio Gotti e l'albero ispirato a Michael Ende
Sergio Gotti e l’albero ispirato a Michael Ende

Cos’è “La ricerca dell’invisibile” per Sergio Gotti? Cosa vuoi raccontare con le tue sculture di cartone?

L’invisibile è dove la realtà incontra il sogno. È la possibilità di raccontare le storie che popolano la mia mente, fatte di mondi fantastici, città ideali e personaggi in cerca di libertà. Una libertà che va conquistata, al di là degli schemi imposti da una società sempre più nel caos. Tra le opere che troverete visitando la mostra ce n’è una che può racchiudere questo concetto: un Icaro aviatore-vitruviano che varca una porta spazio-temporale per essere proiettato in un mondo ideale. La “ricerca dell’invisibile” è soprattutto un viaggio alla ricerca di sé stessi.

Per le tue bellissime e originali opere utilizzi pochi strumenti di ritaglio e cartone riciclato, per cui c’è anche una particolare attenzione al rispetto dell’ambiente. Com’è nata l’idea di passare dalla pittura su tela alla realizzazione di sculture in cartone?

Negli anni ho spaziato dalla pittura figurativa a quella materica, che mi ha reso riconoscibile, mi ha dato tante soddisfazioni e alla quale sono tuttora molto legato. Ma sono sempre stato un curioso e sento spesso la necessità di spaziare e sperimentare in ambito artistico. Ad un certo punto del mio percorso percepivo che la superficie bidimensionale della tela non mi bastava più. Le figure che popolavano le mie opere avevano bisogno di uscire fuori e prendere vita in una visione più ampia e scenografica. La scelta del materiale è stata una scelta ragionata, avevo bisogno di qualcosa che rappresentasse la mia attenzione per l’ambiente e il profondo rispetto che ho per la natura: qualcosa che desse l’idea di rigenerazione e rinascita. E da un materiale povero e bidimensionale, quale è il cartone, sono riuscito a dar vita a queste opere e a questi concetti.

Come avviene la lavorazione del cartone da cui emergono le tue opere?

Unisco le conoscenze artistiche con quelle artigiane. Taglio esclusivamente a mano il cartone e con una tecnica stratigrafica realizzo le mie opere. Non faccio bozzetti e dall’idea iniziale può capitare che si sviluppino altri concetti e alcune sculture sembrano non aver mai fine, preso come sono ad aggiungere o modificare gli elementi che la compongono.

Da qualche anno hai concentrato il tuo lavoro artistico sulla scenografia e sulla scultura. Pensi di tornare a realizzare anche dipinti su tela per altre mostre?

Al momento no, la ricerca artistica che ho intrapreso negli ultimi anni è in continua evoluzione. Il materiale che sto usando mi riserva sempre nuove sorprese, ma in futuro non escludo nuove sperimentazioni. Per quanto riguarda la scenografia è stata una piacevole scoperta, mi dà la possibilità di spaziare con la fantasia e creare grandi opere per quel mondo meraviglioso che è il teatro.

Per approfondire su Sergio Gotti e conoscere le sue attività:

https://sergiogotti.wordpress.com

Facebook: Sergio Gotti

Di Seguito, alcune foto della mostra.

 

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