“Dietro le foglie” – Intervista a Camilla Viscusi

Camilla Viscusi

Oggi incontriamo Camilla Viscusi, di Frascati, che in questa intervista ci presenterà il suo romanzo “Dietro le foglie”, autopubblicato tramite Amazon. Ho conosciuto Camilla nel 2021, durante un evento tutto al femminile, dove abbiamo entrambe raccontato delle nostre raccolte di poesie. Un’occasione in cui ho potuto conoscere da vicino la sua creatività e il modo d’esprimersi “frizzantino”, tenero, ma anche molto sensuale. Buona lettura!

Camilla, benvenuta a Racconti d’Arti. Parlaci un po’ di te e di come è nata la tua esperienza con la scrittura.

Serena, è un piacere per me ritrovarti ed essere ospite a Racconti d’Arti. Quindi intanto grazie immensamente per l’invito e complimenti per il bel progetto che porti avanti.

Allora, io scrivo da quando sono piccola, ma ho iniziato a intuire che nella scrittura ci fosse qualcosa di inspiegabile con un testo in particolare. Ovvero una poesia che scrissi dopo la morte della mia nonna paterna. Lì, per la prima volta, ho intuito che quello che avevo scritto giungeva da un’altra parte di me. Perché appena lo rilessi pensai: “Ma davvero io credo in queste cose? “E soprattutto “Ma questa frase qui, che vuol dire?”, mi chiesi.

Facevo le elementari e non mi focalizzai molto su quelle domande, piuttosto sulla sensazione di serenità e di senso profondo che quello che avevo scritto stava apportando a un dolore per me tanto grande e a un argomento tanto complesso come la morte. D’improvviso c’era un punto di vista differente che non avevo e non ho ancora acquisito totalmente, ma intanto si era mostrato.

Da quel giorno alla bambina che è in me venne affidata la certezza che esiste una vibrazione piena e profonda d’amore, come una voce che ci guida, una presenza che ci accompagna. Per la bambina seduta in macchina a scrivere il testo, quella voce, fu come la voce di una nonna. Di un essere morbido e pieno di rughe di saggezza e di esperienza che si stava relazionando con lei e le stava mostrando un altro modo di percepire la realtà e soprattutto un altro mondo al di là di quello che si è abituati a vedere.

Probabilmente, da quel giorno iniziai a considerare la scrittura, la poesia, non tanto e solo come un talento o una tecnica ma più come una presenza fisica ed energetica, una creatura che assume sembianze e forme diverse, mantenendo però sempre uguale la sua natura, il suo principio, che è amore.

Dopo esserti dedicata particolarmente alla poesia, hai scritto questo romanzo, “Dietro le foglie”. Cosa ti ha spinto a intraprendere questo viaggio impegnativo? Vuoi spiegarci il titolo?

Ho sempre voluto scrivere un romanzo, sapevo che prima o poi lo avrei fatto e nel corso degli anni, infatti, ne ho iniziati diversi; alcuni sono diventati brevi racconti e altri non si sono mai sviluppati.

Poi l’estate del 2020 la storia si è mostrata così come voleva essere raccontata e mi sono sentita pronta a scriverla. A ispirazioni del tutto nuove ho mescolato anche qualche estratto preso dai potenziali romanzi scritti in precedenza, mentre il titolo “Dietro le foglie” l’ho preso in prestito da una poesia che ho scritto molto tempo fa. L’ho scelto perché evoca una linea di confine fra una dimensione e un’altra, uno spazio sospeso fra ciò che è reale e ciò che non lo è.  E questo è un po’ il centro di tutta quanta la narrazione.

“Dietro le foglie”, romanzo di Camilla Viscusi

Il romanzo è molto corposo. Senza svelarci troppo, quali sono le tematiche trattate, i personaggi? Quanto c’è di autobiografico?

Si, nonostante il grande lavoro di scrematura è rimasto abbastanza corposo, però le pagine sono scritte grandi giuro! 🙂 L’introspettività dei personaggi è messa molto in rilievo perché volevo raccontare le vicende nate dalle relazioni fra gli esseri umani, puntando un faro sulla dimensione spirituale, la relazione con l’invisibile, con la natura dal punto di vista animico e con il proprio mondo interiore.

Raccontando gli eventi, ho avuto modo di affrontare molti degli argomenti che mi stanno a cuore e di cui ho scritto in varie poesie, come l’energia maschile e femminile, la sessualità e la sensualità, la difficoltà nell’esprimere e riconoscere i propri talenti, Assisi, la figura di Francesco e soprattutto di Chiara (si parlerà molto di Chiara di Assisi), il rapporto con la madre terra, la relazione con il proprio sangue mestruale e molto altro.

I personaggi che mi aiutano a farlo sono diversi, ma tutti accumunati dalla voglia di mettersi in discussione e andare oltre l’idea che di loro stessi e del mondo si sono fatti fino ad oggi; per questo si ritroveranno a seguire un uomo, Nicolai, che diventerà il loro maestro e li condurrà lì dove non avrebbero mai immaginato di poter arrivare.

Di autobiografico c’è soprattutto la relazione con la scrittura. Ho affidato a Briseide, uno dei personaggi principali, l’inclinazione a scrivere poesie e anche altre piccole sfaccettature passate e presenti della mia storia e del mio carattere, ma non tutte quelle che sono le sue esperienze sono di conseguenza state anche le mie.

Al momento il romanzo, che è un’autopubblicazione, è disponibile su Amazon oppure è acquistabile direttamente da me (a mano o tramite spedizione ) ed è esposto da Buffetti a Frascati (Roma), per gentile ospitalità dei miei genitori, che ringrazio anche qui per il supporto che mi hanno dato e continuano a darmi in tanti modi e con tanto amore.

Con questo romanzo, hai scoperto nuovi lati di Camilla, rispetto alla scrittrice di poesie?

I testi poetici, in genere, li scrivo tutti di un fiato mentre per questo romanzo è stato diverso. Ci sono voluti tanti respiri e anche molte pause lungo il tempo; ho imparato a entrare e uscire dalla storia senza sentirmela addosso.

Il mio punto di vista, le mie emozioni dovevano essere imparziali e osservare gli eventi dall’esterno, lasciarmi attraversare si, ma non coinvolgere al punto da non distinguermi più da essi.

Questo nuovo modo di scrivere l’ho trovato, perso e poi ritrovato più volte nel corso della stesura fino a tenerlo per un tempo sempre più lungo e consolidarlo in quella che ho scoperto essere una nuova risorsa.

Pensi di continuare a scrivere anche poesia oppure, ora, preferisci dedicarti ad altri generi letterari?

La poesia non è esattamente una scelta, la considero più una parte di me. Anche in questo romanzo, ad esempio, ci sono diversi testi poetici, perché volevo scrivere una storia in cui si potesse guardare attraverso gli occhi di un personaggio che scrive poesie.

Vivere con lui la vita quotidiana, i pensieri, le paure, gli amori, le domande e vedere poi come quelle stesse cose possano tradursi nei versi di una poesia. Come quando a scuola l’insegnante diceva “Con queste righe il poeta vuole dire…”, supponendo cosa volesse esprimere.

Qui invece non viene supposto niente, perché le metafore, il simbolismo, le immagini che verranno fuori dalle poesie presenti nel romanzo si saranno prima vissute in carne e fiato insieme a Briseide, nel suo piccolo grande quotidiano. Perché come ho scoperto da qualche tempo “la poesia è una storia vera”.

Nota biografica
Camilla Viscusi nasce a Frascati nell’aprile del 1988.
Autrice della raccolta di poesie “Amica mia, anima bella” e della più recente “Odore di Terra – Vidi la donna e non fuggii dal suo piacere ” edito da Verdechiaro edizioni.

Fin da piccola la sua percezione del mondo passa attraverso la scrittura che diviene la voce guida del suo mondo interiore. Voce che nel corso degli anni si fa sempre più preponderante fino a chiedere la carne dell’autrice, la quale comincia a scrivere non più per allontanarsi dal mondo ma per esserne parte.

Partecipa a danze e seminari in cui potersi esprimere in libertà arrivando lei stessa a condurre incontri di condivisione aperti alle donne e in seguito anche agli uomini. Ma la strada ove l’autrice evoca e invoca se stessa resta la scrittura che sempre la conduce a camminare le vie nivee delle sue terre rinnovando l’invito a fondersi ed essere con essa una cosa sola.

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