Aiutati

Aiutati

Chiedi aiuto
se non ce la fai da solo.
Ti prego.
L’orgoglio può essere
un serpente strangolatore.
Serena Derea Squanquerillo
Da Fatti diVersi.

Per me una delle forme più alte d’Amore per sé stessi è chiedere aiuto nei momenti in cui si ha bisogno e quel “fare da soli” non basta, nonostante si faccia molto per mantenere il proprio benessere e ci si tenga attivi per onorare la vita.

Ci sono momenti grigi che accadono tra i colori e che richiamano l’attenzione su una voce che urla.

Io amo mantenermi attiva e sto vivendo un periodo di grandi gioie, ma in mezzo a questo sono in un periodo emozionale difficile, per cui a breve riprenderò un mio percorso con la mia psicologa storica. Sì, è successo altre volte.

Il ritorno della malattia l’anno scorso dopo 10 anni, quando pensavo d’averla sfangata; la paura per i controlli tornati a 6 mesi per cui sono stata le settimane prima a toccarmi il seno rimasto perché mi sentivo di tutto; il dimenticare di prendere appuntamento con l’oncologo per la visita e la resistenza a farlo quando me lo ricordo; urlare dentro di me e piangere di notte in silenzio per la saturazione e la rabbia perché la malattia è tornata e non solo a me; la rabbia per amiche che ho perso ultimamente per una malattia da cui oggi certamente in genere si può guarire, ma che ti fa sempre sentire in sospeso anche quando ti va bene.

Ecco, quando accade questo è segno che forse si debba un po’ rallentare e chiedere aiuto, perché se no si cade nella negazione e questa può essere pericolosa.

Chiedo scusa a chi mi sta vicino e ha avuto da me reazioni aggressive improvvise, ma ho bisogno delle mie energie per me. Ho bisogno di respirare bene.

Serena

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