Il cigno nero. La teoria

Il cigno nero - Foto: Maria Eva Svarbova

   Un cigno nero non può essere mai previsto, immaginato o classificato utilizzando i metodi scientifici, a causa della sua natura di evento a bassissima probabilità.
   Quando arriva, spesso non viene neppure riconosciuto per quello che realmente è.

   Si tratta:

  • in primo luogo, di un evento isolato che non rientra nel campo delle normali aspettative, dato che niente nel passato può indicare in modo plausibile la sua possibilità.
    In secondo luogo ha un impatto enorme.
  • Infine, nonostante il suo carattere di evento isolato, la natura umana, con i suoi pregiudizi, porta ad elaborare a posteriori giustificazioni della sua comparsa, per renderlo spiegabile e prevedibile.

   La teoria del cigno nero o l’arte di affrontare l’incertezza si riferisce esclusivamente ad eventi inaspettati, considerati unici, e al loro conseguente ruolo dominante nella storia.

   Tali eventi giocano collettivamente un ruolo importante e vasto, contrariamente al normale flusso dei normali eventi.

Cos’è la teoria del cigno nero?

   La teoria del cigno nero è una metafora antica che esprime il concetto secondo cui un evento raro, imprevedibile e inaspettato (che può essere positivo o negativo) con un forte impatto sull’andamento della storia, è una sorpresa per l’osservatore.

Una volta accaduto, l’evento viene razionalizzato solo a posteriori.

   Secondo il filosofo e matematico libanese, Nassim Nicholas Taleb, la storia è piena di cigni neri e tutti seguono le stesse dinamiche.

   Taleb ha sviluppato la teoria filosofica del cigno nero spiegando il ruolo sproporzionato degli eventi a forte impatto, rari e difficili da prevedere rispetto a normali aspettative nell’ambito della storia, della finanza e della tecnologia.

Fonte: Nonsprecare.it

Foto: Maria Eva Svarbova

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