“Treason e Trust”, breve racconto

"Treason e Trust", breve racconto.
Mentre oggi leggevo un racconto di Edgar Allan Poe, mi è tornato in mente un brevissimo racconto horror-thriller, molto semplice, che ho scritto all’età di venti anni, per un compito in lingua inglese, durante un corso. Certamente non c’è confronto, ma ho trovato delle piccole analogie.
Inoltre Poe era un esperto appassionato di crittografia che utilizzava anche nei suoi racconti e questo mi ha fatto ricordare quando utilizzavo la crittografia nella scrittura dei miei diari segreti, tra i dieci e i tredici anni d’età.
Comunque, sono felice di averlo ritrovato scritto su carta, in un archivio. Lo posto qui in italiano per giocare un po’.
“Treason e Trust” (Tradimento e Fiducia).
   John Treason e Robert Trust erano amici da una vita. Erano cresciuti insieme e, una volta diventati giovani ragazzi, si erano promessi reciprocamente di trovare insieme la loro fortuna nel lavoro, con lealtà e rispetto. Ora erano adulti e ricchi uomini d’affari in una grande azienda: il loro sogno si era realizzato.
   Un giorno, entrambi ricevettero da un potente industriale la più grande opportunità della loro vita, ma solo uno di loro, il migliore, avrebbe raggiunto il successo promesso. Se avessero rifiutato, l’offerta sarebbe stata fatta a qualcun altro. A quel punto Robert Trust, al fine di onorare la vecchia promessa, rifiutò e, pur sentendosi obbligato, John Treason fece la stessa cosa.
   Nonostante ciò, John, il più ambizioso dei due, che aveva fatto della carriera la sua ragione di vita, attribuì al suo amico la colpa di aver causato la perdita della più grande possibilità. Così, accecato dalla rabbia e avidità di potere, arrivò a compiere ciò che nessuno si sarebbe mai aspettato. John decise di pagare qualcuno per uccidere il suo migliore amico, mentre lui sarebbe stato a casa con la sua famiglia, in modo da avere un alibi.
   Un sabato notte Robert fu ucciso nel sonno dal suo stesso domestico, assoldato perché conosceva bene le abitudini del datore di lavoro e la casa. L’uomo gli sparò alla testa con una pistola munita di silenziatore. Dopo l’omicidio, facendo attenzione, il domestico si recò nel luogo d’incontro con John per restituirgli l’arma che gli aveva fornito e che venne nascosta da quest’ultimo dietro a un libro nella sua personale libreria, a casa. Dopodiché il mandante andò a dormire, come se nulla fosse accaduto.
   A distanza di una settimana, l’unico indizio evidente per l’omicidio era una finestra forzata dall’esterno e non c’erano testimoni. Nessuno aveva udito niente. Il caso rimase irrisolto, dunque John poté sentirsi al sicuro.
   Passò un anno dall’omicidio. Era un sabato notte e John dormiva, quando si svegliò infastidito da qualcosa. Aveva freddo e sentiva una presenza nella stanza, si sentiva osservato. Ma alla fine lasciò stare e tornò a dormire. D’un tratto, una forza potente lo afferrò al collo, cercando di strangolarlo, mentre fitte violente nella sua testa cominciarono a colpirlo. John provò a gridare, ma la forza glielo impediva. Comunque sia, nessuno avrebbe potuto sentirlo perché era a casa da solo. Di colpo, la forza smise di fargli pressione e tutto sembrò essere tornato alla calma. John, stordito, pensò d’aver avuto un incubo.
   Ma non era ancora finita. L’uomo sentì un forte baccano arrivare dal piano terra, così s’alzò di scatto, corse fuori dalla sua camera da letto e scese le scale. Il rumore era sempre più vicino e John si rese conto che proveniva dalla sua libreria. Poi un altro rumore, più forte. John aprì la porta, accese la luce, ma non notò nulla di strano. All’improvviso, udì un tonfo e si accorse che un libro spesso era caduto da uno degli scaffali. Lo raccolse e mentre si apprestava a rimetterlo al suo posto, vide sullo scaffale la pistola con cui Robert era stato ucciso un anno prima. Dunque, l’arma era stata nascosta proprio dietro a quel libro, scritto da un anonimo, il cui titolo era “Tradimento e Fiducia” (Treason and Trust).
   John rimase impietrito e impallidì. Finché dal nulla una voce irruppe nel glaciale silenzio della stanza: “Ciao John… sono io, eccomi, di nuovo qui. Hai trovato davvero un eccellente nascondiglio”.
Fine
Serena Derea Squanquerillo
Condividi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *