“Lo sapevi che? Io no, ma il mio caporedattore sì!”, intervista alla scrittrice Monica Pasero

“Lo sapevi che Io no, ma il mio caporedattore sì!”, intervista alla scrittrice Monica Pasero
Oggi, ho il piacere di condividere con voi l’intervista alla nuova ospite di “Racconti d’Arti”, quella a Monica Pasero, scrittrice, giornalista e poetessa piemontese, che ci presenta il libro “Lo sapevi che? Io no, ma il mio caporedattore sì!” 
La sua carriera letteraria ha inizio nel 2009, e da allora ha trattato temi che spaziano dalla narrativa per bambini e ragazzi al fantasy, dalla storia alla poesia. L’autrice ha un blog, dove pubblica articoli, recensioni e interviste. Oltre alla scrittura, Monica si dedica all’illustrazione, curando la grafica interna ed esterna delle sue opere e realizzando favole per bambini. Buona lettura!

Monica, benvenuta a “Racconti d’Arti”. Prima domanda di rito: come è nata la tua esperienza con la scrittura e quando hai sentito che fosse il momento ‘giusto’ per pubblicare i tuoi scritti?

Grazie Serena dell’ospitalità, sinceramente è avvenuto tutto per caso: quel periodo avevo scritto su carta un diario con aneddoti e ricordi della mia infanzia, vissuta insieme a mia nonna, li avevo romanzati e resi spiritosi. Non avevo nemmeno il pc all’ epoca, per cui per me era solo un modo per ricordare la persona che credo di aver amato di più al mondo.

Poi amici e familiari, leggendolo, mi hanno spronata a tentare la pubblicazione e così ho acquistato un pc e, con gran fatica, piano piano, ho trascritto quel diario che è stato poi pubblicato, lo trovate oggi rieditato e titolato “Caro diario, come diceva sempre mia nonna…”

“Caro diario, come diceva sempre mia nonna…”


“Lo sapevi che? Io no, ma il mio caporedattore sì!” è il tuo ultimo libro pubblicato tramite Amazon. Di cosa parla e chi è il caporedattore di cui parli?

Il Caporedattore è la mia amata gatta (che mi ha lasciato quasi 2 mesi fa), con lei ho scritto per 17 anni. Insieme abbiamo creato, in questi ultimi anni, una rubrica titolata: “La rubrica meno letta”, dove ogni settimana analizzavamo una parola e da qui nascevano considerazioni; era uno scambio di idee supportate dal mio caporedattore che ne sapeva ovviamente più di me. In questo libro troverete 41 articoli, 41 parole e tante riflessioni e scambi di vedute tra me e il caporedattore. Un piccolo viaggio nella curiosità da dove estrapolare riflessioni e sorridere insieme.

“Lo sapevi che Io no, ma il mio caporedattore sì!”, Monica Pasero

Quali sono per te i poteri nascosti della parola?

Ho sempre scritto e sollecitato gli autori a diffondere testi e parole di luce e di speranza, a non rendere protagonista il  dolore e il male. Le parole hanno il potere di innescare la nostra immaginazione, dargli energie sia buone che cattive, e tutto questo porta alla creazione.

Perché le parole, quanto l’immaginazione creano il futuro, non solo su carta, ma concretamente. Per cui vanno usate con parsimonia perché possono ferire, se dette a sproposito possono innescare dolore, rivoluzioni inutili. Le parole sono un mezzo per creare ponti tra i popoli o distruggerli.

Monica, tu hai all’attivo ben diciotto pubblicazioni. Oltre a essere scrittrice, sei anche giornalista, blogger, ti occupi di recensioni, di grafica, hai anche contribuito a progetti editoriali curando prefazioni, hai fatto parte di giurie in concorsi poetici. Hai una formazione eclettica e, come tu stessa, hai dichiarato una recente intervista, sei essenzialmente autodidatta, un po’ come la sottoscritta. Non so se tu sia d’accordo, ma ho notato che chi è autodidatta tende a essere capace in tanti campi; non è collocabile in categorie specifiche, ma spesso ha più difficoltà a trovare spazio e credibilità. Anche secondo te è così? Cosa ne pensi?

Sono perfettamente d’accordo con te!  Gli autodidatti hanno insito il dono della curiosità, quell’ empatia particolare che li aiuta a cogliere più aspetti della vita. Sanno adattarsi e, con quel poco che hanno, creare.  Questo non dà sempre valore a ciò che fanno visto che non hanno la famosa laurea che ci si aspetta…

Ma come ho già detto non è una laurea che rende un uomo intelligente. Certo, studiare è importante e io l’ho fatto in autonomia: leggendo tanto, cercando di apprendere le migliori basi, ma se in me non ci fosse quello spirito creativo non potrei fare ciò che faccio. Invito le persone a non soffermarsi solamente al Cv di una persona ma a vedere concretamente il lavoro che fa e come lo fa.

“Storia di un fiocco di neve che non voleva cadere”, tradotto anche in inglese, è un tuo lavoro a cui so che tieni molto, perché molto personale e veicola un messaggio che è davvero molto in linea con le finalità del mio blog e della mia attività, motivo per cui mi sento molto in sintonia con il tuo sentire. Ce ne parli?

Il mio piccolo e scorbutico fiocco amava starsene tranquillo nel suo angolo protetto, e per molti anni era riuscito a non cadere sulla Terra, anche perché sapeva bene che al primo sole sarebbe morto. Ma un giorno il vento del Nord si arrabbiò e soffiò così forte che Nonò cadde giù… pensava fosse la fine e invece in quel breve viaggio terreno colse la gioia del vivere appieno.

Ecco, il mio racconto vuole lasciare questo messaggio: lanciatevi. Osate vivere, abbandonate la vostra zona comfort e fate sì che questa vita sia degnamente vissuta; non importa se sarà lunga o breve, l’importante è non lasciarla passare senza realmente assaporare tutto il bello che potreste ricevere.

 “Storia di un fiocco di neve che non voleva cadere”

“Lo sapevi che? Io no, ma il mio caporedattore sì!” è disponibile solo su Amazon

“Lo sapevi che Io no, ma il mio caporedattore sì!”

Per approfondire

Blog Oltrescrittura: oltrescrittura.blogspot.com

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Il nuovo sito: monicascrittrice19.wixsite.com/monicapasero/interviste

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