Da oggi, pubblicherò ogni tanto alcuni “Momenti di Bellezza”, vissuti e catturati da me in video, per poi essere raccontati sul mio blog o sul giornale con cui collaboro. Potranno essere momenti di bellezza ad alti livelli di realizzazione come momenti di bellezza di talenti nascenti in crescita. Starà alla sensibilità di ognuno di noi, cogliere l’emozione, il coinvolgimento, la qualità, il sentimento… proprio nel rispetto dello spirito di “Racconti d’Arti”: cogliere l’Umano che vibra. Buon ascolto!
14 aprile 2024 – Alla Casa delle Culture di Velletri, un magistrale omaggio al maestro Ennio Morricone, a cura del compositore di colonne sonore Paolo Vivaldi (pianoforte), e Alberto Mina (violino) e Carlo Onori (violoncello) che hanno conosciuto e lavorato con il Maestro in molti concerti sinfonici.
Di seguito il tema di Deborah, che personalmente adoro, dal film “C’era una volta in America”.
Prima dell’esibizione, ho intervistato i tre artisti.
Paolo Vivaldi, ci può raccontare di questo omaggio?
Questo è un concerto che è nato dopo la scomparsa del maestro Morricone. Massimo Cardinaletti, che è uno dei più grandi collezionisti di colonne sonore del mondo, un personaggio molto legato a Morricone e uno stretto amico di famiglia, mi ha chiesto di fare un concerto su Ennio.
Io ci ho pensato bene, perché non è facile, e ho messo su un concerto che prevede brani anche meno conosciuti, perché so che lui ci teneva particolarmente. Morricone amava molto i brani che chiamava “i figli sfortunati”, quelli meno noti. Ci saranno anche immagini a supporto, ci sarà una spiegazione. È un concerto interattivo.
Ha continuato a Alberto Mina, il violinista:
Noi due (Mina e Onori ndr) abbiamo suonato numerose volte con Morricone e risuonare le sue musiche è molto emozionante. Viene in mente quando lui dirigeva i concerti con la nostra Orchestra di Santa Cecilia. Paolo è stato bravissimo, ha ricreato questa formazione che rende molto bene, nonostante queste musiche siano scritte per musica sinfonica. Noi siamo in tre, ma i temi di Morricone sono talmente belli, che sono comunque godibili anche con una formazione ridotta come questa.
Ha raccontato Carlo Onori, il violoncellista:
Morricone sembrava una persona molto severa, ma era una persona molto critica soprattutto verso se stessa, quindi pretendeva un livello molto alto da tutti i musicisti. Consiglio di vedere “Ennio”, il film, dove viene fuori un Ennio che, in qualche maniera, piange anche difronte a certe cose, cosa che ha sorpreso anche noi. Lui fa capire come nascono le sue musiche, l’ispirazione.
Ha concluso il concetto Mina:
Poi lì si vede tutta la sua storia da giovane, la sua formazione, tutte cose che noi non sapevamo.
Qual è l’insegnamento che il Maestro vi ha lasciato, che avete a cuore, anche dal punto di vista umano?
Carlo Onori:
Ogni volta che lui faceva un concerto, c’era il tutto esaurito, sempre, però lui aveva sempre questa presenza di umiltà, anche nei confronti della musica. Non era una persona che amava stare al centro dell’attenzione. Questo suo modo di lavorare mi ha sempre colpito. Lui non considerava questi temi così importanti, puntava all’armonia e all’aspetto caratteristico di ciò che scriveva anche cercando rumori particolari, nella scena. In realtà, i suoi temi sono tra i più belli mai ascoltati.
Alberto Mina sulla sua esperienza:
Lui era un romano autentico, con una educazione d’altri tempi, ma una persona semplice, umile, anche se molto severo e esigente in primis verso di sé. Un po’ come Mozart, voleva che la sua musica venisse eseguita, senza portamenti, sbavature, ma così come l’aveva scritta lui.
Per lui, la sua partitura era sacra; si vedeva che era particolarmente immerso in essa. Era molto geloso del suo spartito. Quando il concerto finiva e la gente applaudiva, lui sistemava i suoi fogli sul leggio, chiudeva, poi dopo trenta secondi si girava per ringraziare. Aveva questo senso del rispetto per la musica che mi ha colpito molto.