Che cos’è “Racconti d’Arti”? Parliamone un po’

Che cos'è "Racconti d'Arti"? Parliamone un po'

“Racconti d’Arti” è un blog che, da diario di appunti personali e mezzo terapeutico tramite la scrittura, è diventato nel tempo uno strumento di diffusione e condivisione nell’ambito della cultura, dell’arte, dello spettacolo e un omaggio ai talenti personali “dal basso”, come l’albero dalle radici, ossia raccontato e testimoniato da chi ne fa esperienza diretta; da chi condivide le proprie conoscenze, ma soprattutto le esperienze in questi ambiti, per far conoscere o anche solo incuriosire gli altri.

Il mio lavoro come giornalista e blogger è fatto di essenzialità, un linguaggio semplice, anche informale, che arrivi a tutti, che faccia sentire a casa e permetta di sentire la cultura vicina e tangibile, raggiungibile.

Non intendo insegnare nulla; i contenuti che condivido sono una TESTIMONIANZA mia o dei creativi, artisti che trovano voce attraverso questo canale.

La finalità ultima del blog

Fare consapevolezza, stimolare curiosità, scoprire la Bellezza dell’Essere Umano, da vicino, senza la pretesa di porsi su cattedre.

Perché “Racconti”?

È una parola che richiede ascolto e pazienza, che invita chi legge a fermarsi per un po’ di tempo, dal momento che si è sempre di corsa e distratti, per dedicare un po’ di attenzione a se stessi e a chi vuole far conoscere la propria arte e i propri progetti creativi.

Unicità vs omologazione

In una società che ci vuole omologati, sempre più competitivi e nella percezione che ci manchi sempre qualcosa, che non siamo o facciamo mai abbastanza, il blog “Racconti d’Arti” vuole essere una pietra che lanciata in acqua crei onde per arrivare a chi si avvicina e partecipa.
Chi partecipa alle attività del blog deve sentirsi libero di esprimersi e mostrare al mondo quelli che sono i propri progetti creativi, in base alle proprie risorse, tempi e livelli di preparazione.
Per esperienza personale ho imparato che se si rinuncia a esprimersi per paura del giudizio, di non essere all’altezza di una perfezione pretesa, di non avere abbastanza titoli… ci si ammala di sofferenza.
Per questo motivo, il blog andrà sempre avanti, senza preoccuparsi degli ostacoli e di chi non si riconosca nella sua attività. Va bene così.

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