Matteo Castellano, un giovane e talentuoso pittore alla scoperta della sua identità artistica. L’intervista

Matteo Castellano, un giovane e talentuoso pittore alla scoperta della sua identità artistica. L'intervista

Matteo Castellano, classe 2007, è un talentuoso artista di Velletri (Roma) che ho conosciuto agli inizi di agosto in occasione della manifestazione “Le Notti del Vino”, promossa dall’assessorato all’Agricoltura del Comune, nella rinnovata piazza Cairoli, dove il giovanissimo pittore ha esposto alcuni suoi dipinti. Matteo ha già preso parte con alcune sue opere a un evento tenutosi a luglio nella Casa delle Culture e della Musica, organizzato dall’associazione ArteMestieri Castelli Romani. L’ho intervistato per raccontarci un po’ di sé, della sua arte e dei suoi progetti. Buona lettura!


Matteo
, parlaci un po’ di te e della tua formazione artistica.

Sono nato il 7 agosto del 2007 a Roma. Ho frequentato le scuole a Velletri tra cui il Liceo artistico “Cesare Battisti”, dove, verso il secondo superiore, mi sono dedicato nella pratica del disegno a sanguigna (un’ocra rossa usata per creare pastelli da disegno ndr), imparando a copiare fedelmente le opere più famose.

Che tecniche usi e quali sono i pittori che ti ispirano di più? 

Da due anni a questa parte, mi sono dedicato alla pittura a olio. Ho iniziato facendo pratica su vecchi lenzuoli, prendendo spunto dalle opere di Michelangelo Merisi e man mano mi sono spostato sullo stile neoclassico e accademico di William-Adolphe Bouguereau.

Durante questi due anni di studi, ho avuto l’opportunità di approfondire sia per conto mio che con la scuola le varie epoche della Storia dell’Arte, e penso che l’arte accademica francese del 1800 sia il massimo splendore della pittura. È la pittura che, iniziata con Leonardo e Raffaello, trova qui il suo massimo splendore dopo anni di sviluppo e migliorie.

Matteo Castellano, un giovane e talentuoso pittore alla ricerca della sua identità artistica. L'intervista

Cosa ti colpisce in particolare di Bouguereau?

Mi piace per la sua incredibile bravura nell’anatomia e nella pittura della pelle, poi come già detto, adoro il suo metodo rigoroso e accademico che consiste nella progettazione composta da vari disegni e schizzi. Molte volte impiegava più tempo a progettare e studiare a matita che a dipingere.

Ogni cosa che si vede è stata messa lì di proposito e non lascia niente al caso; basta vedere l’organizzazione degli sfondi che sembrano dipinti dal vero e invece sono stati realizzati nel suo laboratorio. La pittura è composta inoltre da numerosissime velature, ossia strati sottili di colore che sovrapponendosi, danno un effetto tridimensionale.

La mia tecnica è presa precisamente da lui. Personalmente è difficile imitarlo in tutto, anche per il suo stile di vita. Dipingeva dalla 7 di mattina fino al tramontare del sole, facendo pochissime pause.

Quali sono i tuoi obiettivi artistici? Cosa vuoi esprimere tramite la tua pittura?

Io per il momento sto imparando. Realizzo principalmente copie di artisti più famosi. Appena ne avrò la possibilità, di tempo e una persona che ha la pazienza di fare da modello, voglio fare qualche mia opera, personale, inizialmente figurativa, poi con l’esperienza voglio fare qualcosa di più articolato, provando a raccontare la società, sempre con un’impronta neoclassica/romantica. Per il momento mi limito a esporre durante qualche festa di paese e pubblico i miei lavori sul mio profilo Instagram (Matteo.castellano._).

Realizzi dipinti, ritratti su commissione?

Sì. Chi fosse interessato può contattarmi via email: matteocastellanoartist@gmail.com.

L’intervista è stata pubblicata anche sul giornale l’Artemisio.

Alcune delle opere esposte durante la manifestazione in piazza.
Alcune delle opere esposte durante la manifestazione in piazza.
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