“Il fascino di invecchiare. Manuale di sopravvivenza per anziani” è il titolo del saggio scritto dalla professoressa Patrizia Audino, psicologa, attrice, docente di Filosofia e Scienze umane. Il libro, edito da Progetto Cultura nel 2024, è nato a seguito di una ricerca e da attività sul campo che la stessa autrice ha effettuato nel corso degli anni in relazione al tema dell’invecchiamento e, in modo particolare, focalizzandosi sul ruolo e la responsabilità che il mondo della comunicazione e della pubblicità hanno oggi, sull’impatto che queste hanno sulla percezione che le “persone anziane” possono avere di sé. Buona lettura!
Il saggio è un vero libro di denuncia verso l’inadeguatezza della considerazione sociale nei confronti delle persone anziane; una denuncia contro l’“ageismo”, termine che indica la discriminazione degli anziani e la svalutazione del loro ruolo nella società. Ho intervistato la professoressa Audino per spiegarci meglio questo fenomeno.
Come è nata l’idea di scrivere questo saggio?
L’idea è nata dall’occasione che ho avuto con un professore universitario alla Facoltà di Medicina e Chirurgia, cattedra di Geriatria e Gerontologia, che ha avviato dei centri di ascolto, di mutuo aiuto tra anziani, nei Castelli Romani. Poiché ero psicologa, lui mi ha dato fiducia e mi ha proposto di collaborare come volontario in questi centri per il “Progetto Nestore”.
È stata un’occasione unica, durata sette, otto anni e per la prima volta ho buttato giù un progetto sperimentale tutto mio poi attuato, dal nome “seminari guidati”, con gli anziani. Riunivo piccoli gruppi di cinque, sei persone; parlavamo di temi psicologici e secondo un certo processo, che ho descritto in un articolo su “Arte e Scienza”, venivano fuori problemi personali. Il fatto di parlarne, di confrontarsi aiutava queste persone ad attenuare la sofferenza interiore. Il lavoro è andato abbastanza bene e a chiusura di questa lunga esperienza ho scritto il libro “Il passato che verrà”, il mio primo libro di psicologia gerontologica. Parliamo degli anni Novanta.
Qualche anno fa, nel periodo del Covid, ho pensato di scrivere un libro sempre sull’esperienza dell’anziano ma nell’ottica di oggi. Il tempo è passato, sono subentrati, in modo più importante, i cellulari e i social. Ho fatto una tesi sperimentale sulla psicologia della pubblicità, quindi sulla comunicazione di massa, per cui ho pensato “Perché non porsi il problema nella comunicazione di massa? L’anziano come è visto?” E dunque ho esaminato la cosa e ho scritto “Il fascino di invecchiare”.
Perché questo titolo? Perché la scelta della parola “fascino”?
Ho scoperto che al contrario di come la comunicazione di massa vuole mostrare l’anziano – quello decrepito, che ha bisogno, l’inutile alla società –, in realtà egli non è un peso ma una risorsa preziosa. Così come lo era un secolo fa in altri contesti storici. In questo momento è importante ripescare questo concetto, per cui ho usato il titolo “Il fascino di invecchiare”, dunque non qualcosa di terribile.
Il sottotitolo “Manuale di sopravvivenza per anziani” sembrerebbe un paradosso, ma è uno scherzo, una provocazione per ricordare che siamo trattati molto male, mi ci metto anche io. In questa società, l’anziano ancora non ha una dignità a livello globale.
Parliamo dell’“ageismo”
In questo libro esamino il problema che è venuto alla luce già qualche anno fa con l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità), nel 2018 se non erro. Si è parlato di ageismo, cioè di discriminazione dell’anziano nelle società occidentali, quelle opulente in particolare, consumistiche, che già hanno tutto. Nelle società più povere, dove c’è ancora il rapporto faccia a faccia, l’anziano ha ancora la sua dignità, perché è una risorsa. Più consumiamo, più siamo soli, soprattutto gli anziani, anzi colui che invecchia.
Si toglie dignità anche nelle piccole cose, a cominciare dalle battute che sembrano innocenti. Ancora di più se donna, con i capelli bianchi. Sono stati esaminati migliaia di casi a livello mondiale, in una dimensione longitudinale. I medici che se ne sono accorti, poi anche gli psicologi, l’hanno chiamato “ageismo”.
Quali sono le soluzioni proposte, di cui si parla anche nel libro?
L’OMS ha parlato dell’ageismo come un problema da risolvere e io sto gridando con questo libro che esiste un problema vero. Non è una questione soggettiva di sentirsi esclusi, ma è proprio la società che effettivamente esclude. Io ho scritto questo libro per denunciare che questo fenomeno esiste.
Personalmente sono disposta a riorganizzare gruppi di ascolto con qualsiasi istituzione, ente o chiunque fosse disposto a fare qualcosa di concreto in questo senso, con i centri anziani, ma anche con i centri Yoga, di scuole di teatro e altro, creando un’occasione dove ci si occupi di tenere in attività l’anziano, riconoscendolo come una risorsa preziosa e aiutandolo a essere consapevole di esserlo; dandogli la possibilità di esprimersi e aiutandolo a mantenere viva la curiosità di imparare; permettendogli di contribuire ancora alla società con la sua esperienza e le sue conoscenze.
È molto importante, ad esempio, l’interazione e lo scambio intergenerazionale, per cui si possono anche organizzare situazioni di confronto con i bambini e i giovani.
Altre informazioni sul saggio
L’illustrazione sulla copertina del libro Il fascino di invecchiare. Manuale di sopravvivenza per anziani è realizzata da Roberto Mangosi, così come quelle all’interno. La prefazione è a cura del drammaturgo e regista Alberto Macchi; la nota introduttiva è del critico letterario Franco Campegiani.
Il saggio di Patrizia Audino è rivolto a tutti, non solo agli anziani, perché si affronta una tematica che ci riguarda tutti in quanto esseri umani che devono prendere coscienza di essere soggetti a un processo naturale di invecchiamento, fino alla fase finale della vita.
Quello che conta davvero è la qualità di quel vivere che accade nel frattempo, di cui siamo responsabili prima di tutto in prima persona. Il libro è disponibile in tutte le librerie e stores online.
Serena Squanquerillo
Intervista pubblicata anche sul giornale “l’Artemisio” di Velletri, uscito in edicola il 19 luglio.
Nota biografica
Patrizia Audino si è laureata in Psicologia presso l’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma con una tesi sperimentale sulla psicologia della pubblicità.
Si è perfezionata post-lauream in “Psicologia della pubblicità, della moda e del design” presso l’Università “La Sapienza” e in “Psicodiagnostica” presso l’Università del “Sacro Cuore” (Policlinico “Gemelli”) di Roma.
Ha svolto per vari anni il volontariato, come Psicologa, presso Centri di Ascolto per anziani nell’ambito di un progetto universitario, portando avanti un suo programma specifico ed originale.
È stata docente di Filosofia e Scienze Umane negli Istituti Superiori.
Ha recitato con la Compagnia Teatrale “Artemide” diretta da Giuseppe D’Urso.
Ha frequentato vari seminari e corsi di recitazione organizzati dal “Teatro di Roma”, dal Centro Studi “Logos” in collaborazione con il regista del Teatro Rossini di Roma, dall’Accademia d’Arte drammatica “Sharoff” di Roma (come uditrice).
Si è occupata, per svariati anni, di lettura ad alta voce per eventi culturali ed ha condotto laboratori per bambini ed adulti.
Ha inoltre frequentato vari corsi presso Radio Speaker di Roma (“conduzione radiofonica”, “dizione e fonazione”, “ uso della voce”).
Tra Marzo e Maggio del 2020, ha partecipato, come psicologa, al format di Radio Speaker “Speciale Zona Rossa”, andato in onda su più di 300 radio italiane e straniere.
Ha ideato e condotto per “Art Radio”, il format radiofonico di letteratura nazionale ed internazionale “Scintille di poesia” che va in onda da vari anni.
Le è stato tributato il Premio Speciale per gli “alti meriti raggiunti in campo professionale, sociale ed umano” nell’ambito del Premio Internazionale “Cronache cittadine”, il Premio “pro-meritis” come attrice nell’ambito del “Pentathlon della Cultura” organizzato dalla Presidenza della Repubblica Italiana, il Premio come “Miglior interprete femminile” per il film “Partendo da Venezia” diretto da Fernando Mariani e il Premio Internazionale “Otto Milioni” da
“Ischia L’Arte – DILA” per l’interpretazione nell’ambito della Trilogia Teatrale del drammaturgo e regista Alberto Macchi.
Ha scritto numerosi articoli su argomenti attinenti alla psicologia dell’arte, della famiglia, alla pedagogia, alla psicogerontologia, ecc.
Ha pubblicato il saggio “Il passato che verrà – il fascino di invecchiare” per la Universitalia, “Tra razionalismo e irrazionalismo – il pensiero di Bruno Fabi” per la Armando Editore, “Nemi – rappresentazioni di un passato mai sopito e sempre nuovo” per la casa editrice Luoghi Interiori e “Il fascino di invecchiare – manuale di sopravvivenza per anziani” per Progetto Cultura (presentato su RAI1 nel format televisivo “Milleeunlibro Scrittori in TV a Febbraio 2025).
