“Nuvole. Sturm und Drang”: Nella pittura di Alessandra Cerini i lividi di un trauma diventano le nuvole di cieli interiori

“Nuvole. Sturm und Drang”: Nella pittura di Alessandra Cerini i lividi di un trauma diventano le nuvole di cieli interiori

Alessandra Cerini, artista veliterna e professoressa al Liceo artistico “Caravaggio” di Roma, ha esposto le sue “Nuvole” dipinte nella mostra allestita nel per il pomeriggio e la serata di sabato 26 luglio, presso l’Atelier La Sartoria delle Idee, a Velletri (Roma). La mostra “Nuvole. Sturm und Drang” della pittrice è stata curata da Luca Rondoni, con assistente alla curatela, Flora Colonnelli. Buona lettura!

All’interno delle spaziose sale al piano superiore dell’Atelier, sono stati esposti alcuni dei dipinti dedicati al tema della violenza sulle donne, provenienti da una precedente, collettiva, alla ex chiesa di san Francesco, accanto alle opere del nuovo ciclo “Maquillage” di recente realizzazione, che insieme hanno tracciato un percorso di trasformazione di lividi sia fisici che dell’anima in nuvole, di varie colorazioni e stati.

Scrive Alessandra Cerini: “Così uso l’unico strumento che mai mi sia appartenuto: la pittura. Così i lividi diventano nuvole, ‘Maquillage’ si trasforma, si rarefà… e il suo dolore diventa quasi gioia. È più ampio, quasi glorioso, a tratti pulito. Non è un lavoro sulle nuvole. È un lavoro sui moti dell’anima”.

Sottolinea Luca Rondoni nella sua riflessione critica: “Nel nuovo ciclo pittorico di Alessandra Cerini, le ferite si fanno vapore, le ombre diventano aria e il dolore si innalza fino a sublimarsi, attraversando la materia, come fa la luce quando incontra un vetro sottile. “Maquillage”, il ciclo nato come sussurro muto e luttuoso sulle donne violate, si evolve oggi in una nuova dimensione poetica: “Nuvole”.

Non più solo pelli ferite, ma cieli interiori. Il linguaggio è ancora quello delle velature, delle tinte mute, delle superfici gentili. Ma sotto la superficie, qualcosa pulsa. È una corrente più ampia, un’onda che trasporta l’opera verso un romanticismo interiore e necessario, uno Sturm und Drang (tempesta e impeto, in tedesco ndr) silenzioso, che parla non più della ferita soltanto, ma del suo oltre. In questo lavoro, il cielo diventa il volto del dolore guarito, o almeno accolto”.

La mostra ha avuto un buon riscontro di apprezzamenti e di pubblico. Diversi sono stati i grandi artisti locali che hanno visitato con interesse queste creazioni testimoni di mutazioni, tra cui Giancarlo Soprano (scultore del bronzo), Claudio Marini (pittore), Gianfranco Roffi (liutaio), Mario Achilli (musicista).

Per seguire le attività di Alessandra Cerini: www.alessandracerini.com

Serena Squanquerillo

Articolo pubblicato anche sul giornale l’Artemisio in edicola sabato 2 agosto.

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