“Il camaleonte”… una riflessione, anzi un riflesso che torna

Il camaleonte... una riflessione, anzi un riflesso che torna

Come ho raccontato più volte, il mio blog è nato nel 2019 con il nome di “Il blog di Derea”. Un diario di viaggio, di crescita personale in cui usare la scrittura come mezzo terapeutico e di benessere. Da allora ho iniziato a scrivere versi o riflessioni che ho racchiudi man mano in alcune raccolte monografiche che ho poi autopubblicato. Tra i testi, c’è “Il camaleonte”, che ho incluso nella raccolta “La Magica Danza delle Parole” del 2021.

Da più di due anni questo blog, che ora ha il nome di “Racconti d’Arti”, propone contenuti di diffusione culturale, ma resta anche un omaggio ai talenti personali e conserva la funzione di raccolta di riflessioni, perché questo che io considero un figlio è prima di tutto una esperienza di esseri umani che si raccontano attraverso i propri strumenti di espressione che più gli si confanno.

Ho voluto riprendere questo testo del 2021 dedicato al cambiamento, alla trasformazione, alla capacità di adattarsi ai cambi di rotta anche improvvisi, pur restando sempre se stessi nell’essenza, ad essa fedeli senza lasciarsi corrompere dal giudizio e dalla pressione all’omologazione.

Purtroppo il cambiamento di chi lo vive, con naturalezza e in modo serrato, come la sottoscritta, e molti altri, non è sempre compreso, anzi è letto spesso come una mancanza di affidabilità e superficialità; una caratteristica di chi non sa cosa fare nella vita. A volte è così.

Ma altre, è la necessità di chi non può stare in contenitori stagni a vita, di chi non ama la routine di un criceto sulla ruota, di chi è come un torrente che deve scorrere dove il flusso del suo cuore e le idee della mente, alleati, lo conducono (anche se non senza rischi). Per chi non ama le dighe di contenimento, il lavorare e l’agire da autonomi senza vincoli particolari è una benedizione.  

Dedico questo scritto a chi lo sente suo.

Serena Derea

Il camaleonte

Di te, camaleonte, ammiro
l’apparente imperturbabilità
tradita solo dalla tua istantanea capacità
di mimetizzarti con ogni ambiente.
Sogno la tua visuale a 360 gradi
capace di avvertire gli stimoli
che precedono ogni passo.
Ti adatti alle circostanze, muti
eppure resti fondamentalmente te stesso.
Tela ambulante, messaggero di cromìe,
procedi con movimenti puntuali.
Ti osservo
e il tuo procedere silente e centrato
mi rammenta la danza meditativa dei mistici Sufi
che volteggiano sul proprio centro
o dei praticanti di Tai Chi Chuan
che si armonizzano con le forme.
Sei un esempio vivente
di accoglienza della metamorfosi
quale naturale processo di esplorazione
dei cicli della vita.
Serena Derea Squanquerillo
2021
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